IC GUICCIARDINI

Allegato F – Regolamento sull’uso del cellulare

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REGOLAMENTO D’ISTITUTO – Allegato F: Regolamento sull’uso del cellulare”

“Prevenzione e contrasto di Bullismo e Cyberbullismo”

(Questo documento è da intendersi come parte integrante del Regolamento dell’I.C. Guicciardini – Roma)

PREMESSA

Con l’entrata in vigore della legge 71/2017, l’art. 2 comma 5 stabilisce che i regolamenti delle istituzioni scolastiche e il patto educativo di corresponsabilità siano integrati “con specifici riferimenti a condotte di cyberbullismo e relative sanzioni disciplinari commisurate alla gravità degli atti compiuti”.

Pertanto il presente testo si propone di disciplinare tale materia ed è da considerarsi parte integrante del Regolamento dell’I.C. Guicciardini, in “Appendice” allo stesso.

Per “bullismo” si intende una serie di comportamenti aggressivi fisici e psicologici nei confronti di soggetti che non sono in grado di difendersi e si basa su tre presupposti:  intenzionalità, persistenza nel tempo e asimmetria nella relazione.

Il fenomeno riguarda la società nel suo complesso, ma la Scuola può e deve fare la sua parte, prima di tutto per migliorare il clima relazionale nell’ambiente scolastico, poiché questo è presupposto ineludibile di ogni azione educativa.

La realtà del bullismo non va sottovalutata, bensì affrontata nell’ottica della prevenzione e contrastata con misure ed interventi adeguati, qualora si manifesti  anche nell’ambiente scolastico.

Il fenomeno del bullismo va inquadrato all’interno della realtà dei bambini e degli adolescenti dei nostri giorni. Essi sembrano sempre più annoiati, spesso aggressivi, ma anche emozionalmente molto fragili e bisognosi di protezione, poiché, spesso, privi dei necessari punti di riferimento. Insomma, soggetti che presentano nello stesso tempo le caratteristiche dei prepotenti e delle vittime.

La rapida diffusione delle tecnologie – poi – ha determinato, accanto al bullismo “in presenza”, il fenomeno del cyber-bullismo, ossia quella forma di bullismo che viene esercitata attraverso i Social (e-mail, facebook, twitter…) e l’uso di telefoni cellulari. Si tratta di forme di aggressione e molestie, spesso accompagnate dall’anonimato e dal fatto che la distanza del persecutore rispetto alla vittima rende più difficile la percezione della sua sofferenza. Il mondo digitale e virtuale, infatti, pur rappresentando un’enorme opportunità di sviluppo e crescita culturale e sociale, nasconde una serie di insidie e pericoli con cui è indispensabile misurarsi, attivando sinergie tra le istituzioni, con l’obiettivo di accrescere il senso della legalità.

Il bullismo e il cyberbullismo devono essere conosciuti e combattuti da tutti in tutte le forme, così come previsto:

  • dagli artt. 3- 33- 34 della Costituzione Italiana;
  • dalla Direttiva MIUR n.16 del 5 febbraio 2007 recante “Linee di indirizzo generali ed azioni a livello nazionale per la prevenzione e la lotta al bullismo;
  • dalla direttiva MPI n. 30 del 15 marzo 2007 recante “Linee di indirizzo ed.indicazioni in materia di utilizzo di ‘telefoni cellulari’ e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica, irrogazione di sanzioni disciplinari, dovere di vigilanza e di corresponsabilità dei genitori e dei docenti”;
  • dalla direttiva MPI n. 104 del 30 novembre 2007 recante “Linee di indirizzo e chiarimenti interpretativi ed applicativi in ordine alla normativa vigente posta a tutela della privacy con particolare riferimento all’utilizzo di telefoni cellulari o di altri dispositivi elettronici nelle comunità scolastiche allo scopo di acquisire e/o divulgare immagini, filmati o registrazioni vocali);
  • dalla direttiva MIUR n.1455/06;
  • dal D.P.R. 249/98 e 235/2007 recante “Statuto delle studentesse e degli studenti”;
  • dalle linee di orientamento per azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo e al cyberbullismo, MIUR aprile 2015;
  • dagli artt. 581-582-594-595-610-612-635 del Codice Penale;
  • dagli artt. 2043-2047-2048 Codice Civile.

 

In particolare:

  1. IL DIRIGENTE SCOLASTICO:
  • individua attraverso il Collegio dei Docenti un referente del bullismo e cyberbullismo;
  • coinvolge, nella prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo, tutte le componenti della comunità scolastica, particolarmente quelle che operano nell’area dell’informatica, partendo dall’utilizzo sicuro di Internet a scuola;
  • prevede all’interno del PTOF corsi di aggiornamenti e formazione in materia di prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo, rivolti al personale docente ed Ata;
  • promuove sistematicamente azioni di sensibilizzazione dei fenomeni del bullismo e cyberbullismo nel territorio in rete con enti, associazioni, istituzioni locali ed altre scuole, coinvolgendo alunni, docenti, genitori ed esperti;
  • favorisce la discussione all’interno della scuola, attraverso i vari organi collegiali, creando i presupposti di regole condivise di comportamento per il contrasto e prevenzione dei fenomeni del bullismo e cyberbullismo;
  • prevede azioni culturali ed educative rivolte agli studenti, per acquisire le competenze necessarie all’esercizio di una cittadinanza digitale consapevole.

 

  1. IL REFERENTE DEL “BULLISMO E CYBERBULLISMO”:
  • promuove la conoscenza e la consapevolezza del bullismo e del cyber-bullismo attraverso progetti d’istituto che coinvolgano genitori, studenti e tutto il personale;
  • coordina le attività di prevenzione ed informazione sulle sanzioni previste e sulle responsabilità di natura civile e penale, anche con eventuale affiancamento di genitori e studenti;
  • si rivolge a partner esterni alla scuola, quali servizi sociali e sanitari, aziende del privato sociale, forze di polizia,… per realizzare un progetto di prevenzione;
  • cura rapporti di rete fra scuole per eventuali convegni/seminari/corsi e per la giornata mondiale sulla Sicurezza in Internet la “Safer Internet Day”

 

  1. IL COLLEGIO DOCENTI :
  • promuove scelte didattiche ed educative, anche in collaborazione con altre scuole in rete, per la prevenzione del fenomeno.

 

  1. IL CONSIGLIO DI CLASSE / INTERCLASSE:
  • pianifica attività didattiche e/o integrative finalizzate al coinvolgimento attivo e collaborativo degli studenti e all’approfondimento di tematiche che favoriscano la riflessione e la presa di coscienza della necessità dei valori di convivenza civile;
  • favorisce un clima collaborativo all’interno della classe e nelle relazioni con le famiglie propone progetti di educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva.

 

  1. IL DOCENTE:
  • intraprende azioni congruenti con l’utenza del proprio ordine di scuola, tenuto conto che l’istruzione ha un ruolo fondamentale sia nell’acquisizione e rispetto delle norme relative alla convivenza civile, sia nella trasmissione dei valori legati ad un uso responsabile di internet;
  • valorizza nell’attività didattica modalità di lavoro di tipo cooperativo e spazi di riflessioni adeguati al livello di età degli alunni.

 

  1. I GENITORI:
  • partecipano attivamente alle azioni di formazione/informazione, istituite dalle scuole, sui comportamenti sintomatici del bullismo e del cyberbullismo;
  • sono attenti ai comportamenti dei propri figli;
  • vigilano sull’uso delle tecnologie da parte dei ragazzi, con particolare attenzione ai tempi, alle modalità, agli atteggiamenti conseguenti (i genitori dovrebbero allertarsi se uno studente, dopo l’uso di internet o del proprio telefonino, mostra stati depressivi, ansiosi o paura);
  • conoscono le azioni messe in campo dalla scuola e collaborano secondo le modalità previste dal Patto di corresponsabilità;
  • conoscono il codice di comportamento dello studente;
  • conoscono le sanzioni previste da regolamento d’istituto nei casi di bullismo, cyberbullismo e navigazione on-line a rischio.

 

  1. GLI ALUNNI:
  • sono coinvolti nella progettazione e nella realizzazione delle iniziative scolastiche, al fine di favorire un miglioramento del clima relazionale; in particolare, dopo opportuna formazione, possono operare come tutor per altri studenti;
  • imparano le regole basilari, per rispettare gli altri, quando sono connessi alla rete, facendo attenzione alle comunicazioni (email, sms, mms) che inviano.
  • non è loro consentito, durante le attività didattiche o comunque all’interno della scuola, acquisire – mediante telefonini cellulari o altri dispositivi elettronici – immagini, filmati o registrazioni vocali, se non per finalità didattiche, previo consenso del docente. La divulgazione del materiale acquisito all’interno dell’istituto è utilizzabile solo per fini esclusivamente personali di studio o documentazione, e comunque nel rispetto del diritto alla riservatezza di tutti;
  • durante le lezioni o le attività didattiche in genere non possono usare cellulari, giochi elettronici e riproduttori di musica, se non per finalità didattiche, previo consenso del docente.

 

MANCANZE DISCIPLINARI

Sono da considerarsi tipologie persecutorie qualificate come Bullismo:

  • la violenza fisica, psicologica o l’intimidazione del gruppo, specie se reiterata;
  • l’intenzione di nuocere;
  • l’isolamento della vittima.

Rientrano nel Cyberbullismo:

          Flaming: Litigi on line nei quali si fa uso di un linguaggio violento e volgare.

          Harassment: molestie attuate attraverso l’invio ripetuto di linguaggi offensivi.

          Cyberstalking: invio ripetuto di messaggi che includono esplicite minacce fisiche, al punto che la vittima arriva a temere per la propria incolumità.

          Denigrazione: pubblicazione all’interno di comunità virtuali, quali newsgroup, blog, forum di discussione, messaggistica immediata, siti internet, di pettegolezzi e commenti crudeli, calunniosi e denigratori.

          Outing estorto: registrazione delle confidenze – raccolte all’interno di un ambiente privato – creando un clima di fiducia e poi inserite integralmente in un blog pubblico.

          Impersonificazione: insinuazione all’interno dell’account di un’altra persona con l’obiettivo di inviare dal medesimo messaggi ingiuriosi che screditino la vittima.

          Esclusione: estromissione intenzionale dall’attività on line.

          Sexting: invio di messaggi via smartphone ed Internet, corredati da immagini a sfondo sessuale.

 

          SANZIONI DISCIPLINARI

L’Istituto considera come infrazione grave i comportamenti accertati che si configurano come forme di bullismo e cyberbullismo e li sanziona sulla base di quanto previsto nel regolamento d’Istituto.

Gli episodi di bullismo e cyberbullismo saranno sanzionati, privilegiando sanzioni disciplinari di tipo riparativo, convertibili in attività a favore della comunità scolastica.  (cfr tabella allegata)

 

CONTRAVVENZIONI FREQUENZA PROVVEDIMENTO ORGANO COMPETENTE
L’alunno non ha il cellulare spento e silenzioso (riceve chiamate o notifica di messaggi) Prima volta Richiamo verbale (con annotazione sul registro di classe) e comunicazione alla famiglia sul diario personale) Docente
  Seconda volta Nota sul registro di classe (con comunicazione alla famiglia sul diario personale) ed intervento del Dirigente Scolastico  Docente + DS
  Uso reiterato Convocazione della famiglia e in seguito provvedimento disciplinare Coordinatore del CdC + DS + CdC
L’alunno utilizza dispositivi elettronici per chiamate o messaggi o per altro uso non consentito (giochi, musica etc.)  Prima volta Nota sul registro di classe (con comunicazione alla famiglia sul diario personale) ed eventuale intervento del Dirigente Scolastico Docente/DS
  Uso reiterato Convocazione della famiglia e in seguito provvedimento disciplinare  Coordinatore del CdC + DS + CdC
L’alunno utilizza dispositivi elettronici durante una verifica scritta   Ritiro della verifica e valutazione gravemente insufficiente della stessa; nota sul registro di classe (con comunicazione alla famiglia sul diario personale) Docente + CdC
L’alunno effettua riprese audio, foto o video senza informarne preventivamente il docente   Ritiro del cellulare, nota sul registro di classe (con comunicazione alla famiglia sul diario personale). Il cellulare sarà restituito ad un genitore. Docente
L’alunno diffonde, in modo non autorizzato audio, foto o video, anche se eventualmente acquisite con il permesso   Ritiro del cellulare, intervento del Dirigente Scolastico e del Consiglio di Classe (provvedimento disciplinare in base alla gravità), convocazione della famiglia. DS + CdC + Consiglio d’Istituto